Santa Maria di Leuca

Santuario De Finibus Terrae

Il Santuario De Finibus Terrae è situato sul promontorio Japigio, nasce su un antico tempio dedicato alla dea Minerva. Il tempio originario è stato distrutto diverse volte e le successive ricostruzioni hanno subito analoga sorte a causa delle incursioni saracene del periodo medievale e di quelle turche in seguito. Secondo la leggenda questo sarebbe caduto in frantumi all’apparire dell’apostolo Pietro, che toccò per la prima volta il suolo italico e vi piantò una croce. Nonostante i numerosi saccheggi e distruzioni è stato più volte ricostruito.

La devozione alla Madonna di Leuca ha profonde radici.

Sin dal Medioevo il Santuario è stato meta di pellegrinaggi. Molti cavalieri crociati, venivano ai piedi fin qui a pregare e si affidavano alla sua protezione.

Tra le genti del Capo è diffusa la credenza che almeno una volta nella vita, tutti si debba andare alla Madonna di Leuca.

Distrutto più volte, ma sempre riedificato nello stesso luogo, l’attuale Santuario è il sesto e risale al 1700, rifatto dal Vescovo Mons. Giannelli. La Basilica è a croce latina, con un’unica navata con l’altare maggiore dove vi è collocata l’immagine della Vergine. Vi sono inoltre anche sei altari, dedicati a S. Francesco di Paola, S. Giovanni Labre, alla Sacra Famiglia, all’Annunziata, a S. Pietro e a S. Giovanni Nepomuceno. Al termine della Navata c’è un pulpito in pietra con un pannello, dove compare lo stemma del Vescovo Giannelli e la rappresentazione di una scena del crollo del tempio mentre appariva S. Pietro. Sulla controfacciata ci sono: a destra, la lapide commemorativa del Giannelli, e a sinistra, una targa bronzea incorniciata che ricorda l’affondamento nelle acque di Leuca, nel 1915, della corazza francese Leon Gambetta. Nella parte anteriore, nella navata destra è stata collocata una cappella con la statua della Madonna.

Nel 1990 fu Papa Giovanni Paolo II a elevare il santuario al rango di “Basilica Minore”.